Scampoli di tappezzeria, rimanenze d’arredo, pellami di piccole pezzature. Una scelta che viene da casa, prima che da una strategia.
In una tappezzeria, a fine lavoro, restano sempre pezzi di tessuto troppo piccoli per un divano e troppo belli per il cestino. Chiara è cresciuta in una tappezzeria così, a Lecco, e sua nonna con quei pezzi faceva accessori. Le Ciabattine partono da lì: da un’abitudine di famiglia, non da una parola di moda.

Cosa recuperiamo
Tre cose, soprattutto. Gli scampoli di tessuto d’arredo, che hanno trame fitte e colori che sulla ciabattina stanno benissimo: velluti, jacquard, lini pesanti. Le rimanenze di fine rotolo dei tessutifici, qualche metro che per una produzione in serie non basta e per noi è una piccola serie di dieci o venti paia. E i pellami di piccola pezzatura, quelli che restano dai tagli di pelletterie e che per un fascione sono più che sufficienti.
Cosa cambia per chi compra
Due cose. La prima è che alcune varianti esistono per poche paia: quando il tessuto finisce, finisce. Chi sceglie un fascione in jacquard verde di quest’anno difficilmente lo troverà l’anno prossimo. La seconda è che i tessuti d’arredo sono fatti per durare: resistono allo sfregamento e alla luce più della maggior parte dei tessuti da abbigliamento, e un fascione fatto così invecchia bene.
Quello che non facciamo
Non chiamiamo questa scelta con nomi altisonanti e non facciamo conti sulle emissioni risparmiate, perché non li sapremmo fare con onestà. Recuperiamo tessuti perché costano meno della materia prima nuova, perché sono belli e perché buttarli ci sembra uno spreco. Il legno di faggio arriva da zoccolifici italiani, la lavorazione è a mano e il paio viene fatto solo dopo l’ordine, quindi a parte le collezioni stagionali non produciamo invenduto. Il resto lo lasciamo giudicare a chi le porta.
Se avete tessuti
Ogni tanto una cliente ci porta un pezzo di stoffa a cui tiene, un vecchio tendaggio di casa, uno scampolo comprato in viaggio, e ci chiede di farne un paio. Se il tessuto regge la lavorazione, lo facciamo. Scriveteci con una foto, vi diciamo se si può.